Camion fermi, le rappresentanze confindustriali del Sud chiedono di riattivare i flussi di merce

Le sedi di Avellino, Benevento, Bari, Barletta, Andria, Trani, Caserta, Salerno e Napoli hanno chiesto che la mobilitazione degli autotrasportatori trovi una conclusione celere, perché l’interruzione dei trasferimenti tiene ferme molte lavorazioni e provoca scarsità di materiali necessari.

Nel documento compaiono i comparti più esposti: alimentare, vetro, imballaggi, moda, distribuzione di carburanti e gestione dei rifiuti. Gli effetti, viene argomentato, non si limitano agli stabilimenti: raggiungono i servizi pubblici e l’economia di Campania, Puglia e aree meridionali.

Gli imprenditori chiedono che la sospensione della protesta venga allargata a tutto il Sud e, nelle fasi più acute, che le forze dell’ordine possano presidiare le emergenze.

Il testo segnala anche il pericolo che la criminalità organizzata sfrutti il fermo per accrescere i propri margini. La strada indicata resta il negoziato: senza intesa, il timore è la cessazione di attività, la contrazione dell’occupazione e un contesto territoriale più fragile.

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