Benevento, Autuoro richiama gli adulti all’ascolto dei giovani nel giorno del ricordo

Il rapporto con i ragazzi e la capacità degli adulti di comprenderne le difficoltà entrano nella giornata in cui Benevento ricorda i propri morti. A richiamare l’attenzione sul tema è l’arcivescovo Michele Autuoro, che il 2 novembre ha presieduto la messa nella chiesa madre del cimitero cittadino.

A margine della funzione, rispondendo alle domande sulle violenze avvenute di recente nel centro storico e sulla morte per suicidio di un giovane, il presule ha invitato la comunità a riflettere sulle proprie responsabilità verso le nuove generazioni. Al centro del suo intervento, la disponibilità all’ascolto da parte del mondo adulto.

La celebrazione ha offerto anche l’occasione per ripercorrere ciò che le generazioni passate hanno lasciato alla città. Nell’omelia, Autuoro ha ricordato il contributo di chi ha ricoperto incarichi pubblici e di chi ha operato nell’educazione e nella vita religiosa, accanto alle persone il cui lavoro quotidiano ha sostenuto famiglie e comunità: artigiani, lavoratori e madri.

Il ricordo dei defunti ha assunto così una dimensione collettiva, oltre che personale. Nella riflessione dell’arcivescovo, custodire la memoria significa riconoscere quanto la Benevento di oggi debba alle vite, alle scelte e ai sacrifici di chi l’ha preceduta.

Anche il cimitero è stato indicato come uno spazio capace di richiamare l’appartenenza a una stessa comunità, non soltanto come luogo del raccoglimento privato. A tenere insieme questi passaggi, il significato cristiano della morte: non la cancellazione degli affetti, ma un cambiamento che, nella fede, lascia vivere il legame con le persone scomparse.

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