L’avvocato Raffaele Scarinzi ha presentato oggi alla Procura di Benevento un atto di querela nei confronti di Gabriele Corona, replicando alle accuse mosse dall’attivista sulla vicenda delle procedure concorsuali. Il legale precisa di essere stato coinvolto direttamente, senza rivestire cariche istituzionali e senza legami con la gestione politica della città.
Nel documento, Scarinzi sostiene che Corona abbia distorto gli elementi raccolti, costruendo un racconto suggestivo e privo di riscontri. Il difensore contesta un giudizio espresso davanti alla collettività, senza possibilità di replica, e lo considera lesivo della reputazione altrui, al punto da configurare, a suo avviso, il reato di diffamazione. Secondo il legale, anche il semplice uso del condizionale non basterebbe a escludere l’offesa, perché lascerebbe comunque intendere responsabilità non dimostrate.
L’avvocato attacca anche la segnalazione presentata da Corona alla magistratura, nella quale si ipotizzerebbe un intreccio tra presunti vantaggi nelle selezioni e ritorni politici non precisati. Per Scarinzi, quella impostazione configurerebbe il reato di calunnia.
La disputa verte su alcuni fogli elettronici attribuiti a Gennaro Santamaria, nei quali accanto ai nominativi dei candidati comparirebbe la parola “segnalato”. Stando alla versione raccolta dal legale, Santamaria avrebbe spiegato che quelle annotazioni non hanno modificato gli esiti delle prove. Corona aveva sottolineato che 24 vincitori su 27 risultavano segnati.
Scarinzi propone una lettura diversa: i file potrebbero essere stati compilati quando le graduatorie erano già chiuse, per dare conto di un interessamento verso soggetti vicini ai candidati, non per dimostrare manipolazioni. Secondo il legale, quei prospetti si limiterebbero ad associare un idoneo a un terzo, indicato come “segnalato” e non come autore della segnalazione.
Il difensore cita anche le posizioni di altri interessati, alcuni dei quali starebbero preparando querele, e che avrebbero negato contatti con Santamaria o con i soggetti indicati nei fogli. Per lui, la data di creazione o modifica dei file diventa decisiva: un accertamento che la Procura potrebbe aver già effettuato e che aiuterebbe a delimitare l’attuale fase istruttoria.
Scarinzi respinge poi l’idea di comparire tra le figure pubbliche della vicenda, affermando di non essere collegato ad alcun vincitore e di non aver avuto incarichi nell’amministrazione beneventana. Ricorda di aver già contestato, anche sul piano giuridico, la ricostruzione relativa al concorso del 2023, rimasto senza seguito, e nega di aver presentato reclami alla Provincia per il mancato utilizzo della graduatoria trasmessa dal Comune di Vitulano per un posto di istruttore amministrativo contabile, argomento già affrontato da Altrabenevento il 21 gennaio 2025.
Aggiunge che Corona non avrebbe risposto alle sue osservazioni. Nell’intervento pubblico del 23 ottobre, secondo il legale, sarebbe stato evocato un collegamento tra il concorso del 2025, anch’esso conclusosi senza esito, e la firma del Comune di Vitulano sulla mozione di sfiducia alla Comunità montana del Taburno, promossa da Noi di Centro: Scarinzi contesta la sequenza temporale, sostenendo che quell’episodio fosse successivo e che la sua condotta fosse stata di mediazione tra le parti. Infine, annuncia iniziative sia penali sia civili.

