Il Sannio ha un nuovo impianto per i vecchi elettrodomestici, i computer e tutto ciò che si butta quando smette di funzionare. Sorge nella zona industriale di Paduli, in contrada Saglieta, porta il nome di GEIEFFE e ha aperto ufficialmente i battenti alla presenza di amministratori locali e regionali.
I numeri raccontano la scala dell’operazione: oltre 22mila metri quadrati di superficie e un’autorizzazione che consente di trattare fino a 177.500 tonnellate l’anno di rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche. Dai macchinari escono rame, alluminio, silicio, ferro, vetro, plastica, ma anche schede e componenti di maggior pregio. A sbloccare tutto è stata l’Autorizzazione integrata ambientale.
“Siamo l’unico impianto della Campania accreditato dal Centro di coordinamento RAEE e tra i pochi del Centro-Sud a lavorare per il sistema”, rivendica Rosario Minicozzi, direttore amministrativo. Con quella capacità, aggiunge, l’azienda rientra fra le più grandi d’Italia e può dare un contributo decisivo al recupero delle materie prime critiche.
Ma Paduli, nelle intenzioni, è solo la prima tappa. Il fondatore, Michele Ferringo, ha già pronto il piano industriale: “Vogliamo costruire una dorsale nazionale dei RAEE partendo dal Sannio, dove il progetto ha preso corpo anche nei volumi autorizzati.” Ringrazia Regione, Provincia e Comune per la rapidità con cui hanno risposto: “Per noi è l’inizio di qualcosa di grande.”
Il sindaco Domenico Vessichelli guarda soprattutto al lavoro. “Va riconosciuto a questi imprenditori il merito di aver creduto in un polo dedicato ai RAEE. Una filiera non è solo investimento, conta anche l’occupazione che genera”, osserva, ricordando un periodo di fatiche economiche e sociali. Per lui l’impianto dimostra che la zona industriale sa ancora attrarre.
Il presidente di Confindustria Benevento, Andrea Esposito, insiste sulla difficoltà dell’impresa: “Servivano risorse, tempo e visione.” Ora, sostiene, intorno a questo investimento può crescere un intero ecosistema, con un valore di innovazione per la città.
L’assessore regionale Fulvio Bonavitacola individua tre pregi: un’attività produttiva nuova, collocata in un’area interna, che lavora materiali di reale valore economico. Il passo successivo, per lui, è culturale: “Bisogna abituare cittadini e territori a consegnare correttamente gli apparecchi dismessi.” Poi la proposta: “Gli impianti dovrebbero lavorare in via prioritaria i rifiuti raccolti nelle vicinanze. Con i RAEE, però, il meccanismo non funziona come con i rifiuti urbani”, e servirebbero interventi normativi.

