“Un pezzo del mio cuore è rimasto qui.” Alla vigilia della sfida di domani, ore 19:30, il tecnico del Benevento, Floro Flores, parla di Arezzo con la voce di chi ci ha vissuto due anni intensi da calciatore. “Il rispetto con la gente è reciproco e le emozioni si fanno fatica a nascondere”, ammette. Poi scherza: “Per fortuna non devo giocare, così sono più tranquillo”. Ma il sentimentalismo finisce qui: “Non è una gara qualunque, però la voglio vincere.”
Sull’avversario non ammette leggerezze. “Hanno un punto meno di noi, hanno vinto a Genova contro la Sampdoria e cercano il primo successo davanti ai propri tifosi. Qui non ci sono formazioni in crisi né sfide facili.” I suoi, assicura, sono avvisati: “Non sottovalutiamo nessuno, vogliamo comandare la partita e dare continuità ai risultati.”
Il Vicenza resta un chiodo. “Fatico ancora a spiegarmi quel pareggio: in campo non ho mai avvertito difficoltà”, racconta. La lezione è quella già incassata ad Ascoli: “Fino al fischio finale può succedere di tutto, bisogna essere scaltri. Se perdiamo punti, deve essere perché l’altro è stato più bravo, non perché ci siamo distratti noi, come a Vicenza.”
La rabbia, però, va messa da parte. “In settimana la squadra ha lavorato benissimo, non mi ha mai dato un motivo per lamentarmi, ed è un bel segnale”, dice. Il calendario fitto non lo spaventa: “Giocare spesso mi fa comodo, posso far ruotare tutti, e ci sono ragazzi che meritano spazio. Qualche dubbio lo risolvo domani; i cambi che non vedrete subito arriveranno nelle gare successive.”
L’assenza certa è quella di Saio. “Si è fermato per un affaticamento e si è allenato poco, non posso correre rischi.” Il sostituto è già deciso: “So chi sarà e se lo è guadagnato. Sarebbe scorretto verso chi ha lavorato con continuità fare diversamente.”
Fiducia piena su Okereke. “Sta bene e migliora, per noi diventerà fondamentale. Lo scorso anno ha giocato poco, adesso serve pazienza e aiuto”.
Sul fronte offensivo difende Salvemini, spesso lasciato in campo per tutta la gara: “Il suo lavoro con le spalle alla porta, per far salire la squadra, è prezioso, e a volte pesano anche le situazioni da fermo.” Poi apre agli altri: “Tumminello e Mignani sono alternative vere. Con tre partite in sette giorni, ciascuno avrà la sua occasione.”

