Il report in ventiquattro capitoli contro Clemente Mastella non prende forma nelle aule consiliari, ma tra i marciapiedi dissestati e le aule scolastiche inagibili. I gruppi di minoranza (Pd, Città Aperta, Sinistra Italiana-Avs, Civici e Riformisti, Civico 22) hanno trasformato i disservizi quotidiani in un atto d’accusa formale, depositando la mozione di sfiducia.
L’obiettivo è dimostrare il collasso della macchina comunale. A farne le spese, in primis, la struttura tecnica: su sette direttori, quattro sono finiti nel registro degli indagati. L’ufficio di Urbanistica, inoltre, resterà orfano del proprio responsabile, dimessosi in anticipo rispetto alla scadenza naturale.
Dietro le firme dei consiglieri c’è la fotografia di un centro storico spopolato, di cantieri PNRR fermi (scuola Federico Torre e complesso Malies in testa), di un Terminal Bus e di una sosta a pagamento gestiti nel disordine, oltre a mense e plessi didattici in emergenza.
I promotori escludono mozioni personali, parlando di dovere civico verso un capoluogo “ferito”. L’invito è rivolto all’intera minoranza e ai dissidenti della maggioranza, chiamati a un gesto di responsabilità. Domenica sera si voterà in aula, ma prima la protesta scenderà in Corso Garibaldi.

