Luigi Diego Perifano abbandona il seggio a Palazzo Mosti. Il consigliere di minoranza ha formalizzato l’addio all’aula civica beneventana, giustificando la defezione alla prossima seduta con improrogabili questioni familiari. L’uscita di scena archivia anche le sue ambizioni elettorali: il politico ha escluso una nuova candidatura per la fascia tricolore, preferendo cedere il passo a figure anagraficamente più fresche e pronte a raccogliere il testimone.
L’atto d’accusa contro l’esecutivo locale è tagliente. Perifano descrive un’aula svuotata di reale potere decisionale, limitata a ratificare passivamente dissesti contabili. Sul banco degli imputati finiscono anche le risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza: capitali ingenti che, a suo dire, non hanno generato sviluppo, ma solo cantieri abbandonati e ombre giudiziarie.
I recenti scandali hanno azzerato la reputazione dell’ente, evidenziando una leadership incapace di arginare le illegalità interne e rassegnata al semplice galleggiamento politico.Nonostante il ritiro istituzionale, l’impegno civile non cessa.
L’esponente del Partito Socialista ha espresso totale sostegno alla compagine di Alternativa per Benevento, garantendo il proprio supporto militante per le imminenti sfide elettorali. L’obiettivo dichiarato resta il risanamento etico della macchina amministrativa e il rilancio di un territorio ferito dagli scandali.

