Sei consiglieri comunali di San Lorenzello hanno depositato una mozione di sfiducia contro il sindaco Antimo Lavorgna e la sua giunta, innescando una crisi istituzionale ai sensi dell’articolo 52 del Testo Unico degli Enti Locali.Il documento porta le firme di Emilia Anzovino, Luigi Durante, Alfredo Lavorgna, Pietro Paolo Lavorgna, Giovanni Meglio e Ugo Moroni.
L’atto assume un peso specifico rilevante poiché include esponenti eletti nella stessa maggioranza che aveva sostenuto l’attuale primo cittadino, come Moroni, Durante e Pietro Paolo Lavorgna. I tre hanno giustificato la defezione con la necessità di recuperare autonomia di giudizio, ritenendo conclusa l’esperienza amministrativa.
Le motivazioni addotte spaziano dalle carenze gestionali alle dinamiche di potere. I firmatari contestano disservizi cronici nella rete idrica e nella raccolta dei rifiuti, uniti a una pianificazione delle opere pubbliche e delle finanze giudicata inefficace. Sul piano politico, l’accusa principale riguarda un metodo di governo definito personalistico, che avrebbe svuotato di significato il ruolo dell’assemblea civica e ignorato le istanze della cittadinanza.
Il Presidente del Consiglio comunale dovrà ora convocare l’aula entro un termine compreso tra i dieci e i trenta giorni.
La votazione si svolgerà per appello nominale e richiederà la maggioranza assoluta dei consiglieri assegnati per decretare la caduta dell’esecutivo.In caso di approvazione, oltre allo scioglimento anticipato dell’assise e al commissariamento dell’ente, si registrerà la decadenza di Pasquale Di Meo dalla presidenza della Comunità Montana Titerno e Alto Tammaro. Il destino dell’amministrazione si deciderà dunque nelle prossime settimane durante la seduta consiliare.

