Gabriele Corona, esponente di “Altra Benevento è possibile” ha consegnato alla Procura un dossier che smonta le procedure di reclutamento del personale municipale attuate tra il 2023 e il 2025. L’atto accusatorio si fonda sulle annotazioni private dell’ex dirigente Gennaro Santamaria.
I dati estratti dai registri sono matematicamente inattaccabili e non ammettono repliche. Le procedure hanno attratto 2.321 candidati distribuiti su 17 bandi. A fronte di 27 posti originariamente messi in palio, ben 24 sono stati assegnati a soggetti presenti in una lista riservata di 125 nomi. Sfruttando il meccanismo dello scorrimento delle graduatorie, il computo esatto e certificato dei contratti firmati sale a 63.
Il movente economico emerge con altrettanta precisione aritmetica: i taccuini sequestrati riportano presunti introiti illeciti per un totale di 1.508.000 euro. In quattro circostanze specifiche, i candidati avrebbero materialmente versato denaro per ottenere il posto.
L’inchiesta si estende all’architettura politica locale. Tra i promotori delle raccomandazioni compare la sigla C.M., che l’ex funzionario ha confermato ai magistrati riferirsi al sindaco Clemente Mastella. La rete di influenze includerebbe assessori, membri del consiglio, amministratori di società partecipate e primi cittadini della provincia. I bandi incriminati coprono figure eterogenee: dal legale dell’ente all’autista, passando per istruttori di vigilanza, contabili e un profilo da geologo poi riconvertito in tecnico ambientale. Un ruolo operativo nella gestione delle commissioni sarebbe stato ricoperto dalla funzionaria Matticoli, già indagata.
Carabinieri e Guardia di Finanza stanno ora incrociando i flussi di denaro e le testimonianze per blindare l’impianto accusatorio.

