Santamaria ammette errori all’incidente probatorio: contestazioni su presunti pagamenti per pratiche edilizie

Gennaro Santamaria, ex dirigente del Comune di Benevento, ha ammesso di aver commesso errori nella prima udienza dell’incidente probatorio che lo riguarda, svoltasi martedì 3 novembre 2026. L’audizione, richiesta dalla Procura, serve a rendere stabili le sue dichiarazioni nel contraddittorio tra le parti. Santamaria è libero dal 28 settembre, dopo sei mesi trascorsi tra carcere e arresti domiciliari nell’inchiesta dei carabinieri su una presunta concussione ai danni di Maurizio Pepe, geometra e amministratore di una società di progettazione, al quale sarebbero stati chiesti 70mila euro per sbloccare alcune pratiche edilizie.

Alle 12.30, rientrato al lavoro all’Inps, Santamaria è entrato in Tribunale da un accesso interno, autorizzato a passare dalla Procura per raggiungere l’aula 2 e limitare foto e riprese. Nell’aula c’erano il gip Maria Amoruso, il procuratore capo Nicola D’Angelo, il procuratore aggiunto Gianfranco Scarfò, la sostituta Maria Colucci, i difensori Antonio Di Santo ed Ettore Freda e i legali di venti persone coinvolte dalle sue dichiarazioni, riguardanti sia la sua posizione sia quella di altri indagati.

Due le contestazioni affrontate nella seduta: la concussione attribuita a Santamaria e l’induzione indebita a dare o promettere utilità, estesa a Pepe, difeso dall’avvocato Roberto Prozzo, la cui denuncia ha avviato le indagini, e ad Antonella Matticoli, funzionaria dell’urbanistica, assistita dagli avvocati Gabriele Melogli e Claudio Sgambato.

Accanto ai 70mila euro già citati, gli investigatori indicano altri 80mila euro che sarebbero stati promessi per la definizione di nove pratiche. Secondo l’accusa, tra giugno e ottobre 2025 ci sarebbero state quattro consegne da 10mila euro a Santamaria, per metà destinate a Matticoli.

Verso le 16.50 Santamaria ha risposto alle domande ed ha ha ammesso di aver commesso errori.

Nel registro degli indagati compaiono anche Antonella Moretti, Maurizio Perlingieri, Vincenzo Rosiello, Vincenzo Caretti, Nascenzio Iannace, Giorgio Saginario, Antonio Caporaso, Pio Minicozzi, Antonio Iannella, Domenico D’Agostino, Giovanni D’Occhio, Renato Parente, Raffaele Basso, Paolo Papapietro e Romeo Melillo. Carmine Iannella risulta coinvolto solo per la parte relativa ai fondi europei del Piano Borea, mentre la posizione di Lorenzo Iannotti è stata separata per motivi di salute.

Gli iscritti al procedimento sono amministratori, funzionari, dipendenti comunali, tecnici e imprenditori, compresi due sindaci della provincia. Le ipotesi di reato, contestate a vario titolo, sono concussione, corruzione, ricettazione e violazioni della normativa sul finanziamento ai partiti.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *