Benevento, il futuro oltre le inchieste: Del Basso De Caro e Viespoli aprono al dialogo

Le indagini su Palazzo Mosti non esauriscono la questione politica. A Benevento c’è da affrontare una crisi che riguarda le possibilità di sviluppo, gli investimenti e il futuro delle nuove generazioni. È su questo terreno che si sono confrontati Umberto Del Basso De Caro e Pasquale Viespoli, protagonisti dell’iniziativa promossa da CittadinoSUDD stamattina nella sala Vergineo del Museo del Sannio, con la moderazione del giornalista Enzo Colarusso.

L’appuntamento, a pochi mesi dalle elezioni, ha affiancato all’analisi delle difficoltà cittadine un’apertura politica. Interpellato prima del dibattito sulla possibilità che il dialogo con Viespoli possa tradursi in una collaborazione, Del Basso De Caro ha risposto senza esitazioni: “Penso proprio di sì.”

Non un’intesa già definita, ma la disponibilità a verificare un percorso comune. Una prospettiva che ha dato ulteriore rilievo all’incontro, già accompagnato da polemiche e reazioni. Del Basso De Caro le ha interpretate così: “Evidentemente credo che abbia turbato i disegni di molti.”

Viespoli: il problema è la mancanza di una prospettiva

Il giudizio di Viespoli si è concentrato soprattutto sui risultati del governo cittadino. Nelle dichiarazioni rilasciate ai cronisti, ha richiamato le vicende giudiziarie descrivendo “un sistema di intermediazione del consenso, di intermediazione di interessi, di occupazione delle istituzioni a fini partitici, e non solo”.

Una lettura politica, distinta dall’accertamento delle responsabilità penali, sul quale dovrà pronunciarsi la magistratura. Per Viespoli, il punto da affrontare riguarda però già adesso le condizioni della città: “Fin da ora si può dire che ci troviamo di fronte a un fallimento sul piano del governo.”

La critica investe la capacità di costruire opportunità e di indicare una direzione. Benevento, nella sua analisi, “non ha una prospettiva di crescita e di sviluppo, non ha la garanzia di un futuro diverso alle giovani generazioni”.

Il tema non è dunque soltanto ciò che emerge dalle indagini, ma quello che manca nella vita della comunità: una prospettiva capace di dare risposte a chi cerca lavoro, vuole avviare un’attività o immagina di restare nel capoluogo.

Del Basso De Caro: meno isolamento per creare opportunità

Del Basso De Caro ha indicato nelle connessioni una delle condizioni essenziali per il rilancio del territorio. Alla domanda sulle misure necessarie per trattenere i giovani e favorire gli investimenti, ha risposto: “Bisogna creare le condizioni. Le condizioni sono certamente le infrastrutture, le connessioni, cioè tutto ciò che avvicina Benevento ai grandi centri urbani, tutto ciò che ci fa sentire e ci fa essere meno isolati.”

Il ragionamento lega l’attrattività del Sannio alla possibilità di superarne le distanze dai principali poli urbani. Prima ancora dei singoli interventi, occorre costruire un contesto nel quale imprese e nuove generazioni possano trovare occasioni concrete.

Sulle vicende di Palazzo Mosti, l’avvocato ha invece delimitato il campo delle valutazioni: “Noi possiamo solamente trarre da queste vicende conclusioni politiche e valutazioni politiche; le valutazioni di ordine giudiziario a noi sono giustamente precluse.”

Ha poi richiamato gli atti investigativi per spiegare la propria posizione: “La mia chiave di lettura coincide con quella che ha scritto la Procura negli atti di indagine, che si trattava di un sistema.”

Una discussione che guarda alle urne

Pur con accenti diversi, i due interventi hanno riportato l’attenzione sulla capacità della politica di offrire una direzione a Benevento. Viespoli ha insistito sul bilancio del governo cittadino e sull’assenza di prospettive; Del Basso De Caro ha individuato nei collegamenti e nel superamento dell’isolamento una leva per creare opportunità.

L’apertura alla collaborazione aggiunge una possibile evoluzione al confronto promosso da CittadinoSUDD. A pochi mesi dal voto, resta da capire se la disponibilità al dialogo troverà una traduzione programmatica e politica, a partire dalle questioni poste al Museo del Sannio: sviluppo, investimenti e futuro dei giovani.

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