Sant’Agata de’ Goti, il Tar impone il ripristino h24 del Pronto soccorso: sessanta giorni per eseguire l’ordinanza

Il Tribunale Amministrativo Regionale della Campania ha disposto la riattivazione continua del servizio di emergenza presso il presidio ospedaliero di Sant’Agata de’ Goti. L’ordinanza n. 5913, emessa lo scorso 23 ottobre, accoglie il ricorso promosso dal Comune di Puglianello e intima all’Azienda Ospedaliera San Pio di garantire nuovamente la copertura sanitaria senza interruzioni notturne. La magistratura amministrativa ha fissato un termine perentorio di due mesi per l’adeguamento; trascorsa tale finestra temporale senza ottemperanza, subentrerà automaticamente il commissario ad acta Ugo Trama, già designato per vigilare sull’esecuzione del provvedimento.

La vicenda giudiziaria conferma la necessità di riequilibrare la rete dell’emergenza-urgenza nel Sannio. Il ripristino della piena operatività a Sant’Agata rappresenta una misura indispensabile per alleviare la pressione sul pronto soccorso del capoluogo, attualmente saturato da un bacino d’utenza esteso alle aree caudina e telesina. La continuità assistenziale nel plesso santagatese non costituisce soltanto una tutela per i residenti locali, ma un tassello strategico per la funzionalità dell’intero sistema sanitario provinciale, chiamato a rispondere con tempestività alle criticità acute.

Le istituzioni sono ora tenute a tradurre in atti concreti il dictum giurisdizionale. Il rispetto delle sentenze non ammette deroghe o dilazioni ulteriori, specialmente quando in gioco vi è la sicurezza dei pazienti. L’auspicio espresso dalle forze politiche e dagli amministratori locali è che l’azienda sanitaria proceda celermente all’implementazione delle misure richieste, evitando che la gestione commissariale diventi l’unica via percorribile. La sanità territoriale richiede programmazione e aderenza alla legalità, superando logiche emergenziali che hanno caratterizzato gli ultimi anni di gestione.

L’iter legale, sostenuto dall’avvocato Luigi D’Angiolella, segna un punto fermo dopo precedenti pronunce che avevano già scongiurato la soppressione definitiva del reparto. L’attenzione si sposta ora sulla fase attuativa: i prossimi sessanta giorni saranno decisivi per verificare la volontà reale di restituire al territorio un servizio essenziale. Cittadini e operatori attendono fatti tangibili, poiché la salute pubblica non può restare ostaggio di contenziosi ricorrenti o di interpretazioni discrezionali degli obblighi normativi.

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