Il Tribunale di Benevento ha emesso una dura condanna nei confronti di Antonio Ianaro, Donato D’Agostino, Osvaldo Masone e Nicolò Palermo. I quattro imputati, tutti ventenni, sono stati ritenuti colpevoli della brutale aggressione ai danni di Gaetano, un ragazzo di 17 anni originario di Vitulano. Il verdetto, pronunciato dal giudice Roberto Nuzzo con rito abbreviato, prevede pene detentive significative a causa della gravità dei fatti avvenuti nelle prime ore del 5 ottobre 2025.
La dinamica dell’episodio, ricostruita dagli inquirenti, evidenzia la premeditazione e l’efferatezza dell’azione violenta. Tutto è partito da una segnalazione telefonica ricevuta intorno all’una di notte, che indicava la presenza di un gruppo rivale proveniente da Foglianise in un locale di Montesarchio. Da questa informazione si è innescata una vera e propria spedizione punitiva: dalla città sannita sono partite quattro vetture cariche di giovani, diretti verso la rotonda Cirignano.
L’aggressione è stata rapida e indiscriminata. Inizialmente, un altro giovane presente, Antonio di 18 anni, è stato inseguito e colpito con calci e pugni, riportando lesioni non gravi. Successivamente, il bersaglio principale è diventato Gaetano.
Secondo le accuse accolte dal tribunale, Palermo lo ha immobilizzato stringendogli le braccia al collo; Ianaro lo ha colpito dopo aver subito una reazione difensiva da parte della vittima; D’Agostino ha utilizzato ripetutamente una mazza da baseball contro la testa del minore; infine, Masone ha inferto ulteriori calci alla testa mentre la vittima era già priva di sensi sull’asfalto. Le ferite riportate hanno messo a serio rischio la vita del 17enne.
Le motivazioni del gesto risiederebbero in vecchi dissapori tra gruppi provenienti da diverse zone della provincia di Benevento, culminati in episodi minori nei mesi precedenti a Foglianise e Pietrelcina.
Oltre alle pene principali, i giudici hanno disposto il pagamento di una provvisionale immediata di 5mila euro e il risarcimento integrale dei danni, quantificabile in sede civile separata. La pubblica accusa aveva richiesto pene superiori, ma il riconoscimento delle attenuanti generiche ha influenzato la determinazione finale dello sconto di pena derivante dal rito scelto dagli imputati.

