Le verifiche ambientali sull’incendio di Airola, condotte tra il 10 e il 16 ottobre da Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno, Asl e Arpac, hanno accertato due non conformità per diossine nel latte ovino raccolto a Cervinara. Il prodotto è stato subito escluso dalla filiera alimentare, mentre i servizi veterinari dell’Asl di Avellino indagano le probabili vie di contaminazione degli animali, con attenzione ai pascoli. Lo comunica la Regione Campania.
Sono inoltre segnalate un’anomalia sull’erba di pascolo ad Airola, una sul trinciato di mais a Bonea e un’altra sull’erba di pascolo a Forchia. Riscontri favorevoli, con campioni conformi o sotto i livelli di azione, riguardano uva, melanzane ed erba medica ad Airola, uva a San Martino Valle Caudina e zucca a Cervinara. A Forchia attendono conferma due esiti sulle olive e uno sul latte ovino.
Per i suoli agricoli, i nove verdetti definitivi non indicano valori oltre le soglie stabilite per le sostanze indagate: tre ad Airola, due a San Martino Valle Caudina, uno ciascuno ad Arienzo, Cervinara, Rotondi e Santa Maria a Vico. Un ulteriore rilievo di Airola, senza eccedenze, è in verifica; altri quattordici dati sono in lavorazione.
Il Comitato Salute e Ambiente di Airola e della Valle Caudina chiede ad allevatori, produttori di latte e trasformatori di sollecitare controlli sanitari alle Asl. La richiesta nasce dai primi esiti sul latte ovino di Cervinara, giudicati motivo di prudenza. Domandare analisi non equivale a creare apprensione: serve a tutelare i consumatori e a proteggere valore economico e reputazione delle produzioni tipiche. L’invito riguarda tutta la Valle Caudina, con l’obiettivo di esaminare capillarmente gli allevamenti, verificare l’assenza di contaminanti e sostenere sicurezza sanitaria e futuro agroalimentare locale.

