Christian Bucchi non si lascia travolgere dall’euforia di Marassi. Il blitz contro la Sampdoria è stato metabolizzato in fretta dall’ambiente amaranto, ora chiamato a una prova di maturità tra le mura amiche. Sabato l’Arezzo ospita il Benevento con un imperativo categorico: conquistare i tre punti per cancellare lo zero alla voce successi interni in questo campionato.
“Archiviato il successo in Liguria, la concentrazione si è spostata immediatamente sull’impegno con i giallorossi”, ha chiarito il tecnico durante la conferenza stampa di vigilia.
Un calendario serrato attende i toscani, con quattro sfide concentrate in due settimane. Bucchi non teme il logorio fisico e mentale: “La rosa è a disposizione e in condizioni ottimali. Gestiremo le energie con oculatezza, ma non prevedo cali di tensione o di brillantezza. Schiererò un undici fresco e determinato”.Il ritorno allo stadio “Città di Arezzo” porta con sé un retrogusto agrodolce.
Finora, il pubblico di casa ha applaudito buone prestazioni ma non ha mai festeggiato un’affermazione. “Gli episodi ci hanno voltato le spalle contro Cremonese e Palermo”, ammette l’allenatore, minimizzando l’incidenza del fattore campo. “La nostra identità tattica non muta in base allo stadio. Corriamo molto, pressiamo e cerchiamo la superiorità. A volte questa aggressività ci espone a ripartenze altrui, ma è il prezzo da pagare per imporre il nostro gioco. Dobbiamo solo essere più cinici sotto porta e difendere meglio in area”.
L’analisi sul Benevento evidenzia le insidie di un collettivo che fa della mobilità il proprio credo. “I sanniti palleggiano con disinvoltura e dispongono di esterni in grado di saltare l’uomo. Non hanno attaccanti statici, il che li rende difficili da marcare. Troveremo di fronte a noi un organico per certi versi speculare al nostro, con un centrocampo capace di legare i reparti e punte rapide”.
Sul fronte infermeria, tornano a disposizione pedine fondamentali. Iaccarino ha smaltito l’acciacco che lo ha tenuto ai box, mentre Ionita si è aggregato al gruppo. Discorso a parte per Viviani, la cui assenza costringerà Bucchi a confermare l’asse di mediani visto all’opera in Liguria, con Chierico in netta ascesa. In avanti, fiducia cieca a Cerri: “Non è un fulmine, ma legge la gara come pochi. Il gol è un dettaglio che arriverà, conta la sua capacità di far salire la squadra e di proteggere palla. Così come confermo Mancuso e Cianci”.
Stima incondizionata, infine, per il collega Floro Flores. “Ha plasmato il Benevento a sua immagine e somiglianza, trasmettendo concetti calcistici moderni. Ci conosciamo dai tempi della Serie B, ma sabato l’amicizia resterà negli spogliatoi. Scenderemo in campo per soffrire e per vincere”.

