Palladino (Istruzione): “Pasto da casa, la linea Verdicchio era legittima. L’opposizione distorce i fatti”

Il consigliere delegato all’Istruzione, Marcello Palladino, interviene con fermezza per smontare quella che definisce una «ricostruzione strumentale» dell’opposizione riguardo al consumo dei pasti portati da casa nelle scuole beneventane. Al centro della questione c’è la figura del compianto dirigente Alessandro Verdicchio e la coerenza giuridica delle sue disposizioni.

«L’Amministrazione comunale non ha mai imposto un divieto assoluto», chiarisce Palladino. La circolare emanata sotto la dirigenza di Verdicchio rispondeva rigorosamente alla Sentenza n. 20504/2019 delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione. Tale pronuncia sancisce l’inesistenza di un diritto soggettivo incondizionato a consumare alimenti esterni nei locali adibiti alla mensa scolastica durante gli orari previsti per il servizio refezione.

La motivazione è prettamente igienico-sanitaria: l’introduzione di cibi non tracciabili dall’esterno espone il personale scolastico a rischi di contaminazione difficilmente monitorabili. Verdicchio, noto per la sua attenzione ai profili normativi, aveva quindi vietato specificamente l’uso degli spazi mensa per questi pasti, in linea con le prescrizioni delle autorità sanitarie sulla sicurezza alimentare. Ad aprile 2026, l’ASL ha ribadito la necessità di vigilanza adeguata per prevenire scambi accidentali o contaminazioni, tutelando così la salute dei minori.

Palladino sottolinea un punto cruciale spesso ignorato dai critici: «Nella nota originale non vi era alcun divieto generalizzato. Il pasto da casa poteva essere consumato in locali diversi dalla sala mensa». Una distinzione fondamentale tra spazio fisico e diritto d’accesso.

Nonostante questa chiarezza normativa, il sindaco Clemente Mastella ha recentemente sollecitato, durante un tavolo tecnico con i dirigenti scolastici, una rivalutazione della reintroduzione totale del pasto esterno. I dirigenti hanno però opposto un rifiuto netto, citando vincoli organizzativi, carenza di spazi idonei e persistenti criticità igieniche.

«Continuo a registrare tentativi di politicizzare una materia tecnica», conclude amaro Palladino. «Queste ricostruzioni lontane dalla realtà non aiutano a risolvere i problemi concreti, ma creano solo confusione tra le famiglie».

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