La stagione artistica 2026-2027 dell’Accademia di Santa Sofia si apre con i Neri per Caso. Al Teatro Comunale Vittorio Emanuele di Benevento, il gruppo propone un percorso tra canzoni italiane e internazionali, brani della propria storia e cover ripensate attraverso il canto a cappella.
Sul palco Ciro Caravano, Gonzalo Caravano, Domenico Pablo “Mimì” Caravano, Mario Crescenzo, Massimo de Divitiis e Daniele Blaquier. Prima dell’esibizione, i sei raccontano un’esperienza nella quale interpretare una canzone significa anche ricostruirne gli equilibri e trovare una forma adatta alle caratteristiche delle loro voci.
Alla domanda se si sentano interpreti, arrangiatori o compositori del suono, non scelgono un ruolo esclusivo: “È un po’ tutte e tre le cose”. Il confronto con il repertorio procede insieme al lavoro di scrittura musicale, nel quale viene riconosciuto il contributo di Ciro Caravano: “All’interno del gruppo abbiamo uno dei più validi arrangiatori a cappella, che è Ciro”.
A tenere insieme questi aspetti è una precisa idea di musica: “Il gruppo a cappella si fonda proprio sul suono della voce”. Ogni parte contribuisce al risultato collettivo, in un equilibrio che richiede preparazione e controllo. L’insidia principale riguarda la precisione delle note: “L’intonazione è la cosa principale su cui bisogna lavorare”.
La conversazione si sposta poi sui cambiamenti della canzone italiana. Il gruppo non contrappone un passato migliore a un presente meno convincente, ma riconosce una trasformazione dei linguaggi: “La musica è cambiata, ovviamente. Non dico nemmeno evoluta: mutata”.
La tradizione melodica continua a convivere con altre forme espressive, mentre il rap ha conquistato spazio. Il giudizio, però, resta legato alle singole proposte: “Come all’epoca, anche oggi ci sono le cose belle e le cose brutte”.
Anche le possibilità di ampliare il repertorio rimangono numerose. Invitati a indicare una canzone mai interpretata da trasformare per sole voci, i Neri per Caso non fanno un nome: “Ce ne sono tante, è difficile dirlo così su due piedi”. La varietà dei generi affrontabili lascia aperte molte direzioni e rende difficile scegliere un solo titolo.
Per Benevento, invece, arrivano alcune anticipazioni: “Le canzoni nostre storiche, come Le ragazze e Sentimento, passando per tante cover”. Non una scaletta completa, ma l’indicazione di un viaggio che accosta i successi più riconoscibili alle reinterpretazioni.

